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Libia: l'esercito potrebbe ritirarsi da Misurata e lasciar spazio alle tribù

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Libia: l'esercito potrebbe ritirarsi da Misurata e lasciar spazio alle tribù

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L’esercito libico potrebbe ritirarsi da Misurata, ma non è una buona notizia, piuttosto una minaccia: la città è preda di combattimenti da settimane, e benché i ribelli dicano di averne liberato il centro la situazione sembra essere di sostanziale stallo. Tripoli afferma che il proprio esercito ha una strategia che non può essere messa in pratica a causa dei bombardamenti della NATO. L’esercito potrebbe quindi ritirarsi e lasciar fare alle tribù locali:

“Se non riescono a risolvere il problema a Misurata, sarà la gente di Karkouna, Bin Waled, Dawara e altri villaggi: entreranno, parleranno con i ribelli, e se questi non si arrenderanno li combatteranno”.

I raid della NATO sono proseguiti in serata a Sirte, dove sono morte almeno 9 persone, secondo la Tv di Tripoli. Gli Stati Uniti, che si erano un po’ assentati dal conflitto, hanno inviato giovedì i propri aerei senza pilota, che sono già intervenuti a Misurata.

Il senatore McCain, ex candidato repubblicano alla Casa Bianca, in visita a Bengasi, intanto spinge sull’acceleratore e chiede a tutti i Paesi, a partire dal proprio, di riconoscere i ribelli come unico legittimo interlocutore libico. “Possiamo aiutare a consegnare le armi ai militari libici che combattono Gheddafi”, ha aggiunto.

Stanotte si sono sentite forti esplosioni a Tripoli. Secondo l’agenzia stampa ufficiale, le bombe della NATO savrebbero colpito un parcheggio nei pressi del bunker di Gheddafi, uccidendo tre persone.

Proprio in queste ore, il rimorchiatore italiano “Asso 22”, bloccato in Libia da settimane, è stato rilasciato dalle autorità libiche.