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Libia, continua la guerra di logoramento a Misurata

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Libia, continua la guerra di logoramento a Misurata

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A Misurata, unica roccaforte ribelle nella Libia occidentale, si combatte casa per casa. I rivoltosi hanno cacciato i cecchini di Gheddafi da alcuni edifici da cui tenevano in scacco un intero quartiere, sparando su ogni cosa si muovesse. Un successo costato due settimane di una sanguinosa guerra di logoramento.

L’assedio di Misurata, che ha già provocato un centinaio di vittime, incarna il rischio evocato dall’ammiraglio americano Mike Mullen: quello che il conflitto in Libia si cristalizzi per l’incapacità di una delle due forze in campo di prendere il sopravvento.

Oltre che a Misurata, gli scontri infuriano anche nell’est del paese. La tv di stato, controllata dal regime, denuncia l’uccisione di nove civili a Sirte, città natale di Gheddafi, durante un raid notturno della Nato. Alcune delle vittime sarebbero impiegati dell’azienda dell’acqua.

I ribelli hanno accolto con entusiasmo la notizia dell’arrivo dei droni americani Predator, aerei da combattimento pilotati a distanza che potrebbero essere impiegati nelle aree urbane, come Misurata. I velivoli si sono rivelati armi efficaci ma anche controverse in Pakistan, dove hanno provocato la morte accidentale di diversi civili. Due droni sorvoleranno in permanenza i cieli libici.