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Belgio: un anno senza governo

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Belgio: un anno senza governo

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Si può vivere un anno senza premier, senza ministri, senza sottosegretari?

In Belgio pare di sì: un anno dopo la caduta del governo Laterme II, ancora nessun esecutivo in vista. Un record che gli vale l’ingresso nel guinnes dei primati al posto dell’Iraq.

Eppure, il paese va avanti lo stesso. Sbriga gli affari correnti, il premier democristiano uscente, ma non può prendere decisioni importanti, come varare una finanziaria.

Dalle urne del 13 giugno, la paralisi e due vincitori: i socialisti francofoni di Elio Di Rupo e la Nuova alleanza fiamminga di Bart de Weber.

A dividerli, questioni cruciali come le riforme dello stato, il trasferimento di poteri alle regioni, l’indipendenza delle Fiandre rivendicata da Weber.

E ancora, nessun accordo è stato trovato sullo status della minoranza francofona nelle Fiandre o sui finanziamenti del governo centrale.

Si profila l’idea di tenere in piedi l’interim fino alla fine della legislatura, nel 2014.

I cittadini, stufi, hanno dato vita alla “Rivoluzione delle patatine fritte” ma devono incassare l’ennesino rinvio dei negoziati. Anche il governo che non c‘è rivendica il diritto alle vacanze pasquali.