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88 i morti nella giornata più sanguinaria delle proteste in Siria

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88 i morti nella giornata più sanguinaria delle proteste in Siria

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In poche ore è salito a 88 morti il bilancio della repressione per mano delle forze di polizia del governo Assad in Siria. Decine di migliaia i manifestanti che si erano riversati nelle strade del Paese nel giorno del Venerdì santo.

Nel video amatoriale di uno dei dimostranti nella capitale Damasco, i colpi degli spari indiscriminati sulla popolazione civile.

Si chiude così la giornata dai risvolti più sanguinari dall’inizio delle proteste, circa un mese fa. Rivolte che hanno coinvolto le principali città del Paese.

Stando alle testimonianze di numerose organizzazioni per i diritti umani attive in Siria, la maggior parte delle vittime sono cadute sotto colpi di arma da fuoco, alcune sono morte per aver inalato gas lacrimogeni e almeno una ventina di persone mancano all’appello.

Col tempo le rivendicazioni dei manifestanti si sono esasperate: se prima si chiedevano profonde riforme democratiche, ora si inneggia sempre di più alla caduta del regime. A nulla è servita l’abrogazione della legge di emergenza che negli ultimi 48 anni ha tenuto il Paese in un costante stato di polizia.

Dalla Casa Bianca, l’ennesimo monito al governo siriano per cessare ogni violenza e continuare sulla strada delle riforme.