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Rabbia ed esasperazione. Naoto Kan dagli sfollati di Fukushima

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Rabbia ed esasperazione. Naoto Kan dagli sfollati di Fukushima

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Doccia fredda per Naoto Kan sui luoghi della catastrofe di Fukushima. In visita nella non lontana città di Tamura, il primo ministro giapponese ha toccato con mano rabbia ed esasperazione di una popolazione, stremata dagli effetti di una catastrofe nucleare che minaccia di dimezzare la crescita economica del paese e indignata per i sostegni che Tokyo ha annunciato alla Tepco.

Fra gli sfollati nei centri d’emergenza c‘è chi ormai confida solo nel premier e lo invita a prendere in mano la situazione.

Ultima mossa di Tokyo l’istituzione di una “no-entry zone” dal raggio di 20 chilometri, all’interno dell’area di cui era già stata disposta l’evacuazione.

Fredda tuttavia l’accoglienza della popolazione, ormai sempre più scettica sulle operazioni di bonifica della centrale. Mentre i robot proseguono nelle rilevazioni all’interno reattori danneggiati, nel braccio di mare antistante l’impianto sono stati misurati livelli di radioattività 20.000 volte superiori alla norma.

Le zone circostanti alla centrale appaiono intanto ormai come una terra di nessuno. Agli oltre 80.000 abitanti evacuati non sarà ormai possibile accedere alla no-entry zone, che sotto stretto controllo governativo. Una misura da molti residenti tuttavia già aspramente criticata come tardiva goccia nel mare.