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Due reporter uccisi a Misurata, ribelli chiedono rinforzi

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Due reporter uccisi a Misurata, ribelli chiedono rinforzi

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Le truppe di Gheddafi continuano a bombardare Misurata, città devastata da oltre 50 giorni di battaglia. I ribelli continuano a invocare l’invio di truppe di terra da parte della Nato.

I giornalisti presenti raccontano di una città fantasma, dove le giornate sono scandite dai colpi di mortaio.

Anche l’inglese Tim Hetherington e l’americano Chris Hondros, erano lì per raccontare la strage. Erano su via Tripoli, ma c’era una calma inusuale. Hanno deciso di tornare indietro, non c’era nulla da fotografare. È stata la loro condanna a morte.

Hetherington era stato nominato all’Oscar per un suo documentario sull’Afghanistan. Hondros era stato finalista del Premio Pulitzer nel 2004. Prima della Libia era stato in Kosovo, Iraq e Afghanistan.

“Non uccidiamo nessuno civile. Abbiamo bisogno di verificare la circostanza in cui i giornalisti sono morti – spiega Moussa Ibrahim, portavoce del governo di Gheddafi – È una guerra. Le persone muoiono dalla nostra parte e dalla loro parte. Non conosciamo la circostanza, ma siamo molto tristi per la morte di qualcuno”.

“A Misurata pioggia indiscriminata di razzi ma nessun segno della Nato”, aveva scritto Hetherington qualche ora prima di morire in un messaggio postato via Twitter.