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Migliaia di persone in fuga dal massacro di Misurata

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Migliaia di persone in fuga dal massacro di Misurata

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La guerra in Libia vive la sua pagina più cruenta nel massacro di Misurata. Circa mille persone sono morte in sei settimane nella città ribelle, secondo fonti sanitarie.

L’Organizzazione internazionale delle migrazioni ha sgomberato via mare quasi mille persone bloccate nel porto, dove altri 4mila migranti attendono di essere portati via.

Nelle ultime 24 ore di combattimenti, almeno diciassette persone sono state uccise e i ribelli lamentano una mancanza di coordinamento con le forze alleate: “In un mese abbiamo dato alla Nato per dieci volte le nostre coordinate – dice un combattente – Ma non hanno risposto”.

Oltre a Misurata, anche Ajdabiya continua ad essere sotto attacco delle truppe fedeli al rais che puntano verso Bengasi, capitale degli insorti, dove si è recata il vice segretario delle Nazioni Unite, Valerie Amos: “Sono estremamente preoccupata per la situazione a Misurata, speriamo di poter entrare al più presto nella città, appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno. Nessuno può stabilire cosa realmente stia accadendo lì e in quale misura”.

L’uso delle bombe a grappolo da parte delle milizie di Gheddafi, proibite dalla convenzione internazionale, ha reso necessarie numerose amputazioni. “L’ottanta per cento delle vittime sono civili”, ha detto l’amministratore dell’ospedale di Misurata, Khaled Abu Falgha. Il nosocomio è stato colpito duramente nel corso degli attacchi sferrati dalle truppe di Gheddafi.