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Jonathan chiede la fine delle violenze in Nigeria

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Jonathan chiede la fine delle violenze in Nigeria

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Basta con le violenze, nessuna ambizione politica vale il sangue anche di un solo nigeriano”. Questo l’appello di Goodluck Jonathan, capo di stato uscente, vincitore delle presidenziali di sabato.

A ribellarsi alla sua vittoria, espressione del sud cristiano, è il nord musulmano fedele allo sconfitto Muhamadu Buhari. La croce rossa parla di un numero imprecisato di morti e feriti, di chiese, moschee e abitazioni date alle fiamme.

“Sappiamo che tutte le parti coinvolte non sono o potrebbero non essere soddisfatte del risultato delle elezioni”, commenta Alojz Peterle, capo degli osservatori europei, “vorremmo incoraggiare tutti gli interessati a usare solo metodi legali e giudiziari per esprimere la propria opinione”.

A non accettare la sconfitta è l’ex generale nigeriano Muhammadu Buhari, che parla di risultati elettorali manipolati, di voti rubati al nord e chiede controlli incrociati.

Ma secondo gli osservatori, il voto è stato il più regolare da decenni in questo paese che con i suoi oltre 150 milioni di abitanti è il più popoloso d’Africa, oltre che primo produttore di petrolio.