ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Finlandia: cresce l'euroscetticismo

Lettura in corso:

Finlandia: cresce l'euroscetticismo

Dimensioni di testo Aa Aa

Grazie al suo carisma e alla sua retorica Timo Soini è riuscito a far diventare il partito populista la terza forza politica della Finlandia. L’unica ad aver raccolto più volti rispetto alle ultime legislative.

In cinque anni le preferenze sono quintuplicate passando dal 4.1& del 2007 al 19% attuale.

Diversi i motivi: Soini è riuscito ad attirare un elettorato deluso e tradizionalmente astensionista. Nel frattempo la crisi economica si è fatta sentire, mentre i capri espiatori restano sempre gli stessi: immigrazione e Unione Europea.

“In campagna elettorale – sostiene Taneli Heikka, analista politico – c‘è stata un’inaspettata forte retorica anti Unione Europea. Una cosa davvero nuova”.

Membro dell’Unione dal 1995 e unico Paese nordico ad avere adottato la moneta unica, la Finlandia ha un reddito pro capite di 33.618 euro, decisamente superiore alla media europea.

In campagna elettorale i ‘veri finlandesi’ si sono schierati contro gli aiuti ai Paesi più fragili della zona euro. La situazione di Helsinki è simile a quella di altri Stati ricchi dell’eurozona, toccati anch’essi dalla crisi e ora meno inclini a pagare debiti altrui.

Timo Soini, leader del Partito dei Veri Finlandesi:

“Attualmente l’Unione Europea viola le sue leggi e la costituzione che vietano i piani di salvataggio. Questo è chiaro. Ora il problema è che non dovremmo partecipare ai debiti altrui, ma abbiamo bisogno dell’Europa come di una zona economica di libero scambio. Non sono anti europeo, è solo che non mi piace questo federalismo che siamo portando avanti da anni”.

Il parlamento finlandese ha il diritto di pronunciarsi sulle richieste di fondi per finanziare piani di salvataggio dell’Unione Europea. Bruxelles intanto assicura che i risultati delle elezioni in Finlandia non si ripercuoteranno sugli aiuti al Portogallo.