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Libia: un mese fa risoluzione Onu, sul campo resta incertezza

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Libia: un mese fa risoluzione Onu, sul campo resta incertezza

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Gli sviluppi del conflitto in Libia sembrano dipendere sempre più dalle sorti di Misurata, ormai devastata. Nella terza città del Paese – sotto assedio da quasi due mesi – ci sono stati nuovi scontri tra le forze leali a Gheddafi e gli insorti. Tra le vittime si contano sempre più civili. Con una linea del fronte sempre più sfocata, l’unico bastione degli anti-governativi nell’ovest del Paese cerca di resistere. Gli ospedali sono in difficoltà. Medici Senza Frontiere ha annunciato di avere evacuato da Misurata un centinaio di persone, in attesa di un’operazione umanitaria predisposta dall’Europa.

A Bengasi, roccaforte degli insorti nell’est, si sono svolti i funerali di alcuni dei combattenti rimasti uccisi negli scontri di questi ultimi giorni alla periferia di Brega. Le Nazioni Unite hanno adottato la risoluzione che ha dato il vialibera all’operazione in Libia il 17 marzo. È trascorso un mese, i raid della Nato sembrano non bastare e gli insorti chiedono di fare di più. Poco senso sembra avere, almeno per ora, pensare al dopo Gheddafi.