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Giappone: la stretta di mano della Clinton all'Imperatore

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Giappone: la stretta di mano della Clinton all'Imperatore

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Hillary Clinton porta la solidarietà americana al Giappone, anche con uno strappo al protocollo, normalmente quasi sacro nel Paese del Sol levante: soprattutto se si tratta dell’imperatore.

Il segretario generale americano gli ha stretto vigorosamente la mano, ha baciato sulla guancia la moglie, cosa che però non ha scandalizzato più di tanto. Le autorità nipponiche si sono affrettate a precisare che Akihito e Michiko hanno una relazione molto amichevole con i Clinton, da quasi un decennio. E l’importante, naturalmente, era il messaggio: la Clinton ha detto che gli Stati uniti sono pronti a fornire qualunque aiuto venga richiesto, e ha riaffermato il carattere strategico dell’alleanza nipponico-americana. Prima dell’imperatore, aveva incontrato il premier Naoto Kan e il Ministro degli esteri, Takeaki Matsumoto.

Hanno parlato del terremoto e della ricostruzione, ma si sono concentrati soprattutto sulla crisi nucleare.

La Tepco, che gestisce la centrale di Fukushima, ha detto che ci vorranno tra i sei e i nove mesi per stabilizzare i reattori e poterli spegnere a freddo. Il primo passo, ora, è evitare la diffusione delle radiazioni, ma anche recuperare i detriti e coprire gli edifici danneggiati dalle esplosioni.