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A Misurata usate bombe a grappolo, HRW


Libia

A Misurata usate bombe a grappolo, HRW

Raffiche di armi automatiche, mortai, colpi di artiglieria, lo spettro delle bombe a grappolo. A Misurata le forze leali a Gheddafi e gli insorti si sono scontrati di nuovo in modo violento. Nella città ribelle dell’ovest, ormai sotto assedio, le forze governative – sostiene l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch – hanno iniziato a usare le diaboliche “cluster bomb”, ormai fuorilegge in quasi tutto il mondo. Smentisce con forza il governo della Libia, tra i Paesi a non aver ancora firmato la convenzione che ne vieta l’uso.

Intanto i raid aerei della Nato continuano. Ma il progresso è difficile da decretare, come ammette lo stesso presidente Barack Obama: “Da un punto di vista militare, sul campo la situazione è in stallo – ha detto -, anche se Gheddafi è assediato in altri modi. Sta finendo i soldi. Sta finendo le risorse. Se continuiamo a esercitare questa pressione e a proteggere i civili, cosa che la Nato sta facendo – allora Gheddafi nel lungo periodo se ne andrà e noi avremo la meglio”.

In coro, Barack Obama, Nicolas Sarkozy e David Cameron, hanno detto che è necessario continuare l’offensiva per accelerare l’uscita di scena di Gheddafi. Ma in seno all’Alleanza restano divisioni, nonostante gli appelli del Segretario generale Anders Fogh Rasmussen. E si fa sempre più forte la voce della Russia, che mette in guardia su un uso eccessivo della forza.

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