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Serbi: la condanna di Gotovina non risolve tutto

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Serbi: la condanna di Gotovina non risolve tutto

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La condanna di Ante Gotovina e Mladen Markac è stata accolta con soddisfazione tra i Serbi di Crozia. Ma certo non risolve il loro quotidiano, senza casa dai tempi del conflitto, da allora ospitati in campi profughi provvisori.

“Meritavano una condanna più pesante”, dichiara una profuga serba, “I serbi sono sempre stati considerati gli unici colpevoli. Siamo stati costretti a rivolgersi all’Aia. Molti ci hanno deriso. Ma noi sappiamo come ci sentiamo, perché siamo venuti via, cosa abbiamo passato e come ci siamo ammalati nel campo profughi. Non possiamo fare di più”.

Per Belgrado, il verdetto dell’Aja è un passo verso la riconciliazione e nello stesso tempo la prova della pulizia etnica subita dai serbi.

“Avevamo un appartamento di cui possedevamo i tre quarti”, racconta un’altra serba, “Siamo stati in causa per 7 anni e alla fine ci hanno detto che non potevamo accampare diritti. Siamo venuti via senza nulla, senza denaro, senza pensione. Mio marito è disabile, ora non abbiamo più nulla”.

Un’espulsione forzata che li ha privati di tutto, secondo un piano che a detta del Tribunale penale internazionale coinvolgeva anche i vertici dello stato croato.