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Pacifista ucciso: Napolitano chiede un'inchiesta

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Pacifista ucciso: Napolitano chiede un'inchiesta

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Accertare la verità: è il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a chiedere un’inchiesta approfondita sull’uccisione di Vittorio Arrigoni, il pacifista italiano rapito ieri nella striscia di Gaza.

36 anni, originario dell’alta Brianza, Arrigoni viveva a Gaza da tre anni.

I rapitori, membri di un gruppo salafita, avevano chiesto la liberazione di alcuni loro compagni, detenuti da Hamas. Ma l’hanno ucciso prima che scadesse l’ultimatum. Ora Vittorio viene ricordato soprattutto per una frase che usava sempre: “restiamo umani”. Lo ricorda la madre:

“Sì, ‘restiamo umani’. Lui lo diceva anche nei momenti più difficili, anche durante ‘piombo fuso’, e a volte gli dicevo ‘mamma, Vittorio, come facciamo… come fai tu, e come dobbiamo fare noi a restare umani?’ E lui diceva ‘perché nonostante tutto l’umanità deve sempre esserci dentro di noi e dobbiamo anche portarla agli altri’”

Quella frase era anche il titolo del suo libro dedicato alle vicende recenti della striscia di Gaza, al blocco e ai bombardamenti israeliani del 2008-2009. Era un pacifista, e la sua morte per mano di un gruppo di palestinesi colpisce soprattutto per questo:

“Mi dispiace molto per un volontario che era lì sicuramente non per fare la guerra, ma per cercare di sistemare le cose in maniera diversa. E credo che purtroppo non sia stato l’unico, e probabilmente non sarà l’unico a subire questa sorte”

Vittorio Arrigoni è stato strangolato, forse impiccato. Le brigate Ezzedin al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno effettuato alcune retate negli ambienti salafiti, poi hanno fatto irruzione nell’appartamento in cui era prigioniero: troppo tardi, era già morto. Due persone sono state arrestate.