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Cologne Art fra Warhol e caffettiere al guinzaglio


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Cologne Art fra Warhol e caffettiere al guinzaglio

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Circa 200 galleristi da tutto il mondo, opere di Andy Warhol e prezzi da capogiro. E’ quanto – insieme alle caffettiere al guinzaglio -, fino al 17 aprile offre Art Cologne: tradizionale appuntamento fieristico dell’arte moderna e contemporanea, quest’anno alla sua 45a edizione.

Tappa immancabile per appassionati e cultori, la cinque giorni di Colonia ha di che soddisfare anche i più facoltosi. Intorno ai tre milioni e mezzo di euro, il prezzo due olii, esposti dalla galleria svizzera Henze & Ketterer & Triebold.

“Il mercato dell’arte in Germania – spiega il direttore artistico della Fiera, Daniel Hug – è sempre stato tradizionalmente forte. L’interesse per l’astratto è enorme, come quello per l’arte concettuale e performativa. Forme che possiamo considerare anche complesse e poco accessibili, ma che proprio per questo fanno il successo di Art Cologne”.

Protagonista d’eccezione il belga Panamarenko: prolifico erede della pop-art di recente riconvertito alla produzione di caffé, alla cui passione per il volo la Fiera ha riservato l’onore del salone d’ingresso.

Un muro di mattoni e panini alla marmellata, l’eccentrico biglietto da visita con cui si presenta al pubblico l’altro allestimento speciale, dedicato al padre dell’arte performativa americana Allan Kaprow.

“Il valore di questo tipo d’arte – dice la gallerista Inge Baecker, che lo accompagnò gli inizi della carriera – risiede anche nella forza dei suoi contenuti. Un processo che Kaprow abbrevia, trasformando ogni opera in esperienza individuale. Se si è pronti a lasciarsi andare, le sue performances possono rivelarsi più intense di un Picasso”.

A catalizzare l’attenzione sono poi quest’anno anche le dolorose opere di Hiroki Tukusuda: fotomontaggi con cui l’artista giapponese, ha rielaborato in tempo record la catastrofe nucleare di Fukushima.

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