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Libia: ribelli bocciano proposta Gheddafi

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Libia: ribelli bocciano proposta Gheddafi

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Nessuna pace, nessun cessate il fuoco in presenza di Gheddafi. Dopo la proposta mediata dall’Unione Africana, bocciata dai ribelli libici, sono le armi che riprendono a parlare. La cosiddetta road map che il Colonnello aveva accettato è irricevibile per il Consiglio Nazionale Transitorio, come ha spiegato il portavoce dei ribelli da Bengasi:

“Da quanto abbiamo saputo dalla delegazione dell’Unione Africana la proposta è quella presentata il 10 marzo ad Addis Abeba e non comprendeva la fine di Gheddafi e del suo regime. Includeva al contrario una sorta di riforma del regime di Gheddafi, cosa ormai del tutto contraria alla volontà del popolo libico”.

Dal canto suo il regime – da intedersi ormai come Gheddaffi, la sua famiglia e una stretta ma solida cerchia di fedeli e collaboratori – punta a trarre vantaggio dallo stallo sul terreno e dall’indecisione della coalizione occidentale, tutt’altro che convinta nel rafforzare un’offensiva.

“Se l’Occidente vuole democrazia, elezioni e cose del genere” ha detto, Saif al-Islam, figlio del raìs “è proprio il programma che avevamo annunciato da molto tempo, quella era la nostra scelta. Siamo tutti d’accordo su questo punto ma l’Occidente ci deve aiutare a creare il clima giusto”.

Adjabia ad Est e Misurata ad Ovest restano i due fronti caldi dei combattimenti: la rispettive porte d’accesso a Bengasi, roccaforte dei rivoltosi, e a Tripoli. I militari pro-Gheddaffi circondano con carri armati e blindati Misurata e il suo centro. In periferia premono i ribelli. In mezzo 300.000 civili sotto assedio.