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Lampedusa. Primi rimpatri dei tunisini dopo la rivolta

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Lampedusa. Primi rimpatri dei tunisini dopo la rivolta

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Dopo la rivolta di ieri la situazione è tornata tranquilla nel centro di identificazione ed espulsione di Lampedusa. I primi 750 immigrati sono salpati per Catania da dove verranno smistati temporaneamente in altri centri italiani, nell’attesa di essere riportati in Tunisia, come prevede l’accordo siglato con Tunisi.

Solo i 25mila arrivati prima del 5 aprile avranno il permesso di soggiorno di 6 mesi, gli altri verranno subito rimpatriati.

E proprio la prospettiva di tornare alla casella di partenza aveva fatto scattare la molla della protesta, dapprima col rifiuto del cibo e poi con l’incendio di un magazzino e la fuga:

“Non voglio tornare in Tunisia – dice uno dei migranti – In quei tre giorni in mare ho visto la morte”.

Quasi tutti i migranti sarebbero poi tornati spontaneamente al centro, anche perché far perdere le proprie tracce in un’isola nel bel mezzo del mediterraneo non è facile. In giornata sono previsti anche due voli verso Tunisi per un totale di 60 rimpatri. A Lampedusa non dovrebbero rimanere più di 200 tunisini, salvo nuovi arrivi:

“Vogliamo andare in Francia, in Germania, in Spagna, in qualunque paese a parte l’Italia e la Tunisia – dice uno dei ragazzi – Hai visto come ci trattano, l’hai visto, ci hanno sparato addosso con i lacrimogeni. Non facciamo nulla di male, sono un uomo come te, come tutti gli uomini”.

Forte la delusione del governo italiano per la decisione europea di non attivare la direttiva sulla protezione degli sfollati.