ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

La vita poco tranquilla di Abidjan, nelle parole di un testimone

Lettura in corso:

La vita poco tranquilla di Abidjan, nelle parole di un testimone

Dimensioni di testo Aa Aa

Il giorno dopo la cattura di Laurent Gbagbo, ad Abidjan regnava una calma apparente, ancora interrotta da spari sporadici. Da altre regioni, lontane dalla capitale e dalle telecamere, giungono notizie di violenze, di rappresaglie ed abusi.

Ma anche le vie semi-deserte di Abidjan, benché sorvegliate da pattuglie dell’esercito e della polizia, non sono sicure. Un uomo d’affari iraniano che fine nella capitale ivoriana ci descrive al telefono la situazione:

“È da 12 giorni che non usciamo di casa. Abbiamo ancora delle provviste. Abbiamo 20 chili di riso, abbiamo delle patate, ma i negozi qui vicino da qualche giorno sono praticamente aperti, per mezza giornata. La gente fa la coda davanti ai negozi per poter entrare e comprare, ma alla fine rimane ben poco. Da quando è stato catturato Gbagbo abbiamo sentito qualche sparo, ma siccome non siamo usciti oggi non abbiamo potuto sapere perché si sparava”

Entrambi i contendenti hanno usato ogni mezzo, per vincere: anche armando ergastolani e ragazzini, che adesso sono ancora in circolazione, forse più pericolosi di prima. Il ritorno alla normalità è ancora lontano.