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Costa d'Avorio, il giorno dopo l'arresto di Gbagbo ancora tensioni e violenze

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Costa d'Avorio, il giorno dopo l'arresto di Gbagbo ancora tensioni e violenze

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L’uscita di scena di Laurent Gbagbo non basta a riportare la calma in Costa d’Avorio. Il timore di nuove violenze spinge migliaia di abitanti di Abidjan a lasciare la città.

In mattinata diversi testimoni hanno riferito di tiri di artiglieria pesante nei quartieri del centro, fino a pochi giorni fa roccaforte di Gbagbo, e che, secondo fonti vicine al presidente Ouattara, sarà necessario bonificare dai cecchini.

“Tutto questo deve finire, non ne possiamo più non abbiamo da mangiare, siamo richiusi in casa da settimane, non si può vivere così, bisogna farla finita”.

“Il problema è che Gbagbo ha ancora dei sostenitori, ovviamente. In Africa contano le etnie, i poteri locali, i clan, cose che esistono ancora oggi. Per questo ci sono tensioni ovunque”.

Secondo l’agenzia missionaria Misna, ieri decine di persone erano state prese in ostaggio da giovani armati, che minacciavano di bruciarle vive.

Nessuno può ancora dire se i fedelissimi dell’ex capo di stato deporranno le armi, come ha chiesto ieri Ouattara parlando alla tv nazionale. Ed altrettanto incerta la reazione del 46 per cento di ivoriani che hanno votato per Gbagbo.

Risolta la crisi politica, dunque, resta da risolvere quella del mantenimento dell’ordine. Una sfida, per il capo dello stato, che ieri ha promesso di non permettere che si compia alcuna vendetta.