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Bielorussia: caccia all'attentatore di Minsk

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Bielorussia: caccia all'attentatore di Minsk

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Un uomo di crica trent’anni, alto, tratti somatici non slavi. È l’identikit del presunto autore dell’attentato di lunedì nella metropolitana di Minsk.

Sono state fermate tre persone. Sono sospettate di essere implicate nell’azione terroristica che ha provocato 12 morti e oltre 150 feriti.

Per le autorità la pista porterebbe all’estero, a un tentativo di destabilizzazione, ma non si esclude ancora neanche il gesto isolato di un pazzo. L’opinione di Pavel Felgenhauer, specialista russo di questioni di difesa, collaboratore della Novaia Gazieta e della Jamestown foundation:

“Le autorità addosseranno la colpa all’opposizione bielorussa, perché è in atto un conflitto serio con Lukashenko. Le opposizioni diranno che è una provocazione dei servizi segreti interni. Il risultato sarà che dovremo aspettare a lungo prima di conoscere la verità”.

Per trovare i colpevoli il presidente Alexandr Lukashenko, al potere da 17 anni, ha chiesto aiuto alla Russia. L’attentato non è stato rivendicato e fa l’effetto di un fulmine a ciel sereno in questo paese che conosce tumulti politici ma è etnicamente omogeneo e senza conflitti religiosi.