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Prove di tregua tra Hamas e Israele, ma resta diffidenza

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Prove di tregua tra Hamas e Israele, ma resta diffidenza

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Hamas e Israele aprono a una tregua, anche se la diffidenza è reciproca lungo il confine tra lo Stato ebraico e Gaza. Nella Striscia si sono svolti i funerali di alcuni dei palestinesi rimasti uccisi negli scontri di questi ultimi giorni, i più violenti dall’operazione “Piombo Fuso” di fine 2008-inizio 2009.

Sul fronte politico Hamas ha detto di non essere interessata a un’escalation e ha aggiunto: “La palla è in campo israeliano – ha detto – Sami Abu Zuhri, esponente di Hamas -. Agli occupanti vogliamo dire che alla calma risponderemo con la calma”.

Per porre fine alle ostilità ci sarebbe un’intesa di principio, raggiunta grazie alla mediazione della diplomazia egiziana, alcuni Paesi europei e Nazioni Unite. Ma i rispettivi schieramenti pretendono un impegno reciproco: “La nostra linea è chiara – ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu -: se gli attacchi contro i cittadini o i militari di Israele continuano, la risposta sarà molto più dura”.

A fare precipitare gli eventi, giovedì, era stato un lancio di missile anticarro contro uno scuolabus israeliano. Uno spiraglio sembra ora schiudersi, ma l’equilibrio è precario. La Lega araba chiederà alle Nazioni Unite di imporre una no fly zone su Gaza per gli aerei israeliani.