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Sì dell'Europa al Portogallo. Verso un piano da 80 miliardi

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Sì dell'Europa al Portogallo. Verso un piano da 80 miliardi

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Pronto entro metà maggio, il piano salva-Portogallo. Da Budapest l’Eurogruppo accoglie la richiesta d’aiuto di Lisbona e fissa calendario e paletti: un accordo con l’opposizione per un rapido aggiustamento del bilancio, la precondizione del prestito che dovrebbe aggirarsi sugli 80 miliardi di euro.

“Spetterà a Banca Centrale Europea, Commissione Europea e autorità portoghesi – dice il Ministro delle finanze di Lisbona, Fernando Teixeira – stabilire l’entità precisa del prestito. Un montante, ovviamente, che dipenderà anche dalla durata di questo sostegno finanziario”.

Deficit di 10,5 miliardi di euro e debito pubblico vicino alla totalità del Pil, i numeri che nel 2011 dovrebbero accompagnare una contrazione economica di quasi l’1% e una disoccupazione vicina all’11%.

Tre i pilastri su cui il comunicato dell’Eurogruppo richiede quindi che poggi la contropartita richiesta al Portogallo.

Un incisivo programma di riaggiustamento fiscale dovrà accompagnarsi a un rilancio di crescita e competitività di lavoro e produzione, che includa anche un consistente capitolo di privatizzazioni.

Determinante, infine, che Lisbona rassicuri anche i mercati, impegnandosi a mantenere liquidità e solvibilità del proprio settore finanziario.