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Costa d'avorio, Gbagbo non firma la resa

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Costa d'avorio, Gbagbo non firma la resa

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Gbagbo resiste. Chiuso nel suo bunker ad Abidjan, il presidente uscente della Costa d’Avorio tratta ancora ma non intende riconoscere la sconfitta e, soprattutto, cedere un potere lungo un decennnio.

Il suo esercito ha chiesto il cessate il fuoco. Ma sul piano politico nessuna decisione è stata presa.

“Mi auguro che il prima possibile Gbagbo accetti la realtà, che è ormai isolato”, ha detto il ministro degl ietseri francese Alain Juppé, “e riconosca che l’unico legittimo e legale presidente della Costa d’Avorio è Alassane Ouattara”.

Ouattara ha vinto le controverse elezioni di novembre e ha l’appoggio della comunità internazionale. Gbagbò, quello del Consiglio costituzionale e dell’esercito.

“Per ora non è questione di resa. Perché dovrebbe arrendersi e a chi? E in nome di che?”, chiede il consigliere del capo di stato ivoriano, “Il presidente Gbagbo è il presidente di un paese attaccato dalla Francia che ha deciso lunedì sera di colpire siti strategici civili e militari. Non è certo quando una nave affonda che il capitano lascia”.

È stato dopo gli attacchi contro i caschi blu e i civili che Nazioni unite e Francia sono intervenute militarmente.

Ed è ormai emergenza umanitaria in questo paese lacerato dalle lotte intestine, prima modello di economia e stabilità.