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Costa d'Avorio: Gbagbo, il grande manipolatore

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Costa d'Avorio: Gbagbo, il grande manipolatore

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E’ in carcere che Laurent Gbagbo, inizia la sua carriera politica. Erano gli anni settanta e l’allora regime ivoriano lo considerò un oppositore pericoloso.

Tenace e determinato Gbagbo dimostra in politica la capacità di ribaltare le situazioni di crisi. Non poteva certo immaginare lo scorso ottobre quale sarebbe stato il suo destino, presentandosi alle elezioni per ottenere un secondo mandato.

Il suo percorso debutta negli anni settanta nel sindacalismo e con un nemico: Félix Houphouet Boigny, il padre dell’indipendenza.

Professore di storia, Laurent Gbagbo entra nel mirino del regime.

Finisce a più riprese in prigione e dopo un esilio in Francia, rientra in Costa d’Avorio per allearsi con uno dei suoi nemici: Alassane Outtara.

Insieme si impegnano nel boicottaggio delle presidenziali del 1995 contro l’erede di Boigny, Henri Konan Bedié.

E’ il delfino dell’ex dittatore ad inventare il concetto di ivorità. Una forma di nazionalismo che Gbagbo critica ma che in seguito utilizzerà contro il nemico Outtara.

Nel 1999 gli attuali rivali, sono ancora alleati e appoggiano l’ascesa al potere del golpista Gueï.

E’ quindi nel 2000 che Laurent Gbagbo sfodera l’ivorità per eliminare gli avversari alle elezioni. Ouattara e Gueï rimangono sconfitti.

Gbagbo vittorioso si conquista il soprannome di “panettiere”, per la sua capacità di rigirare gli avversari nella farina.

Ma nel paese il panorama politico ha fatto riemergere le rivalità tra il sud cristiano e il nord musulmano. Nel 2002 mentre Gbagbo è in viaggio a Roma, i ribelli del nord appoggiati da Ouattara tentano il golpe. Il paese rischia di piombare nella guerra civile. Intervene l’Onu e Gbagbo riesce ancora una volta a rimanere in sella.

Spinto dalla Francia il presidente ivoriano sottoscrive nel 2003 gli accordi di Marcoussis per mettere la parola fine alla guerra.

Ma è un’intesa che lo stesso Gbagbo non rispetta e cerca di sabotare.

E’ solo nel 2007 che nel paese si arriva alla fine delle violenze. Una condizione di cui Laurent “il panettiere”, riesce a trarre profitto.

“Sono felice – dice Laurent Gbagbo – perchè il paese ha ritrovato l’unità, è davvero quello che speravo”.

Eppure è proprio per la disgregazione di un paese che invece passerà alla storia, Laurent Gbagbo, sapiente manipolatore.