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Costa d'Avorio: centiania di vittime civili per lo scontro di potere

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Costa d'Avorio: centiania di vittime civili per lo scontro di potere

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Era facendo ricorso alle urne che gli ivoriani speravano di voltare pagina nel proprio paese, per dimenticare la guerra.

Ma il duello del dicembre del 2010 tra i due candidati alla presidenza passati al secondo turno, Laurent Gbagbo e Alassane Outtara, non è stato sufficiente per riportare la pace nel paese africano.

I due rivali sono arrivati alla resa dei conti scatenando nel paese africano una guerra. A pagare ancora una volta soprattutto la popolazione civile. Le vittime, secondo cifre non definitive, sono almeno 1500.

Massacri, esecuzioni sommarie hanno piegato il paese.

Uno tra i più gravi casi di violenza è avvenuto a Douaké nell’ovest della Costa d’Avorio.

Secondo la Croce Rossa Internazionale gli scontri hanno ucciso lo scorso 29 maryo almeno 800 persone.

Caritas parla di un migliaio tra morti e dispersi.

La missione dell’Onu per la Costa d’avorio ha fornito un bilancio provvisorio di 330 morti tra il 28 e il 30 marzo, indicando le forze pro-Outtara come principali responsabili del massacro.

Un ‘accusa che l’ambasciatore della Costa d’Avorio presso le Nazioni Unite, ha respinto:

“Respingiamo totatlmente l’accusa – ha dichiarato Youssounffou Bamba – di un coinvolgimento delle Forze Repubblicane della Costa d’Avorio nei massacri di Douaké. Le uccisioni sono state perpetrate molto prima del dispiegamento dei nostri militari nella zona.

Tenete presente che le milizie filo-Gbagbo, in arrivo dalla Liberia, stanno facendo terra bruciata sul loro cammino”.

Questi mesi di duri scontri tra i filo Outtara e le forze pro-Gbagbo lasceranno il segno nel paese per molto tempo.

Le armi sono dappertutto. Un’intera generazione di giovani rischia di pagare caro la scelta di schierarsi con una o l’altra fazione.

Anche se il portavoce del ministero della difesa di Outtara, Leon All Kouakou, ha voluto rassicurare i sostenitori di Gbagbo: “Non ci sarà nessun caccia alle streghe. Le forze repubblicane si stanno organizzando per garantire la sicurezza di tutti i quartieri che sono presi d’assalto e saccheggiati”

La Costa D’avorio dovrà poi in seguito rimettere in marcia l’economia, paralizzata per la violenze e le sanzioni. In questo quadro diventa una buona notizia l’esportazione in tempi stretti di mezzo milione di tonnellate di cacao, conservate nei depositi del paese.