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Yemen, morti e feriti negli scontri con la polizia

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Yemen, morti e feriti negli scontri con la polizia

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Ancora scontri e rivolte in Yemen. La polizia spara di nuovo sulla folla, in piazza contro il presidente Ali Abdullah Saleh al potere da 32 anni.

Almeno 15 i morti a Taiz, nel sud del paese e un centinaio i feriti, alcuni in gravi condizioni.

E oltre 400 i feriti a Hodeida, nell’ovest, durante una marcia di protesta per denunciare la repressione di ieri a Taiz che ha fatto 2 morti e ferito centinaia di persone.

Il presidente intanto manda in scena i suoi sostenitori e, anche se continua ad agitare lo spettro di Al Qaeda, ha perso l’appoggio statunitense.

Nessuna risposta soddisfacente ai dimostranti che da gennaio chiedono riforme e la fine del regime: “Il nostro messaggio non è per lui perché non capisce e non ha capito per molto tempo. Ci rivolgiamo piuttosto a Unione europea e Stati uniti, dicendo loro: i vostri interessi sono gli stessi dei rivoluzionari”.

E la rivolta acquista alleati importanti: in un campus occupato a Sanaa, gli uomini di un generale dissidente hanno protetto i manifestanti dall’intervento della polizia.