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Libia: ripartita da Bengasi la nave-ospedale turca


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Libia: ripartita da Bengasi la nave-ospedale turca

Sono tutti reduci da un assedio che dura da più di quaranta giorni. Sono i civili della città libica di Misurata, messa in scacco dalle forze fedeli a Gheddafi.

Ora 250 feriti sono in cura sulla nave turca Ankara, giunta a Bengasi domenica:

“Veniamo bombardati ogni giorno dai carri armati di Gheddafi, con i missili – racconta un cittadino – Gli abitanti di Misurata non riescono nemmeno a uscire di casa”.

La città libica è completamente isolata da quando è iniziata la rivolta nel paese.

“Non c‘è più acqua, elettricità, medicine e non funzionano i telefoni – agggiunge un altro abitante di Misurata – Anche il cibo scarseggia”.

La nave-ospedale Ankara, è stata inviata in Libia dal governo turco. Prima di approdare a Misurata ha dovuto attendere l’autorizzazione dalle autorità per 4 giorni.

Per accostare, la nave, è stata protetta da 10 caccia turchi F-16 e da due fregate. Ora dopo aver caricato una novantina di feriti ha lasciato Bengasi alla volta della città turca di Cesme.

Per l’intera operazione, definita umanitaria, la Turchia ha sottolineato di aver ottenuto il consenso di Gheddafi.

Il governo turco mantiene al momento le relazioni con entrambe le parti in guerra nel paese. Ma l’opposizione chiede maggior sostegno.

“Ringraziamo la Turchia – dice Iman Gaigas. portavoce del Consiglio Nazionale Libico – per l’aiuto che ci sta dando e lo sollecitiamo a schierarsi con noi per ottenere la libertà. Chiediamo al premier Erdogan di appoggiare il popolo libico e non il regime”.

La nave, che aveva lasciato la Turchia una settimana fà, è arrivata in Libia con un carico di due tonnellate tra medicine e attrezzature sanitarie. A bordo anche un’equipe di medici e infermieri.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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