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Kazakstan: "elezioni non democratiche"

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Kazakstan: "elezioni non democratiche"

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Le presidenziali anticipate in Kazakstan non sono state “elezioni democratiche”.

Questa la conlusione degli osservatori dell’Osce all’indomani dello scrutinio, terminato con la vittoria schiacciante del presidente uscente Nursultan Nazarbayev. A lui sono andati il 95,5% dei voti.

Firme ripetute, conteggi poco chiari, cabine di voto affollate: gli osservatori hanno constatato le stesse irregolarità delle precedenti consultazioni.

Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e Sicurezza in Europa, le “istituzioni democratiche nel paese non si sono sviluppate allo stesso passo di quelle economiche”. A nulla è valso il boicottaggio dell’opposizione, frammentata e debole.

Il plebiscito di Nazarbayev era comunque dato per scontato. Il presidente, al potere da quasi 22 anni, è apprezzato per aver spinto l’economia, grazie allo sfruttamento delle risorse minerarie del paese, ricco in idrocarburi, gas, rame e uranio, e divenuto per questo una destinazione di investimento di primo piano.