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Terzo giorno di protesta in Afghanistan contro rogo Corano

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Terzo giorno di protesta in Afghanistan contro rogo Corano

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Per il terzo giorno consecutivo gli afghani sono scesi in piazza per protestare contro il rogo del Corano. Da Jalalabad a Kabul, migliaia di persone hanno manifestato contro il gesto compiuto da un pastore della Florida due settimane fa. A Kandahar, due poliziotti sono rimasti uccisi e una ventina di persone sono rimaste ferite.

Il generale David Petraeus – comandante delle forze Usa e Nato in Afghanistan – ha espresso parole di condanna per un gesto che ha definito “odioso, segno di intolleranza e di mancanza di rispetto”. Durante l’incontro con Patreus e con l’ambasciatore statunitense a Kabul, il presidente Afgano Hamid Karzai ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti di condannare il gesto e di impedire che un evento simile si verifichi di nuovo.

Nella capitale afgana sono arrivate le salme dei funzionari Onu uccisi venerdì insieme a un’altra decina di persone. Durante il primo giorno di protesta, a Mazar-i-Sharif è stata attaccata la sede della missione delle Nazioni Unite. Un’attacco probabilmente opera di ‘‘insorti’‘ esterni infliltratisi nella citta settentrionale, che non avrà però conseguenze sulla presenza dell’Onu in Afghanistan, assicurano i vertici dell’organizzazione internazionale.