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Siria: ondata di arresti

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Siria: ondata di arresti

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Dopo le manifestazioni l’ondata di arresti di dissidenti e esponenti della società civile.

In Siria le manifestazioni di venerdi hanno confermato che il movimento di contestazione si è ormai radicato in diverse città e che la repressione condotta dagli uomini del regime è violenta e punta ad annientare la rivolta.

Uno degli epicentri è Duma, sobborgo operaio della capitale. Chi ha dato fuoco alle effigi del presidente Bashar al Assad ha pagato a caro prezzo il proprio gesto.

A Duma sarebbero morte almeno 10 persone.

A Damasco e Homs non è stato sparso sangue ma ieri auto con i vetro oscurati e uomini dei servizi di sicurezza vestiti di nero hanno compiuto retate.

Secondo alcune fonti i cecchini che hanno aperto il fuoco sulla folla dall’alto degli edifici nel corso dei cortei di venerdi andrebbero ricercati proprio tra i ranghi di queste milizie.

Damasco è una metropoli e sabato sembrava che la vita di tutti i giorni avesse preso il sopravvento. Ma il ventre del paese è in ebollizione. E il presidente Assad sulla graticola nonostante il ferreo apparato di sicurezza che lo circonda