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Libia: nuovi combattimenti, altri esponenti governo lasciano Paese

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Libia: nuovi combattimenti, altri esponenti governo lasciano Paese

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Il fuoco delle forze di Gheddafi costringe gli insorti a indietreggiare. A Brega, i segni dei duri combattimenti di questi ultimi giorni sono tangibili. Scontri a fuoco sono continuati anche oggi nell’importante terminal petrolifero, dove le forze rivoluzionarie sembravano avere guadagnato terreno.

Sul campo la situazione è sempre confusa. A Misurata si segnalano altre vittime, cadute per mano delle forze leali al leader libico, che hanno colpito un’edificio della città ribelle. Solo nell’ultima settimana sono rimaste uccise più di 150 persone.

Le forze di Gheddafi hanno bombardato anche Zintan, a circa 160 chilometri a sudovest di Tripoli.

I rivoluzionari intanto stanno riorganizzando le proprie forze, per cercare di dare una svolta alla loro avanzata. Chiedono alla Nato di continuare l’affondo con i raid aerei, nonostante i primi effetti collaterali: più di dieci persone morte a causa di fuoco amico, venerdì, nei dintorni di Brega.

L’obiettivo degli insorti rimane quello di raggiungere Sirte, nella convinzione che la conquista della città di Gheddafi porterebbe alla caduta del regime. Che continua a perdere pezzi. Anche il vice ministro degli Esteri libico ha laciato il Paese.