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Libia. In difficoltà i ribelli propongono una tregua a certe condizioni. Respinta

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Libia. In difficoltà i ribelli propongono una tregua a certe condizioni. Respinta

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Erano andate al fronte per combattere queste donne, ma sono state convinte a tornare indietro ad Ajdabya perché la situazione è tanto difficile che i ribelli hanno proposto il cessate il fuoco.

Mustafa Abdul Jalil, il presidente del Comitato nazionale provvisorio di Bengasi ne ha discusso con gli inviati dell’ONU. Tregua sì, ma a certe condizioni: il ritiro delle forze pro-Gheddafi dalla Cirenaica, libertà di espressione in Libia e dimissioni del colonnello. La risposta sono stati bombardamenti sulla zona di Misurata.

“Il tema principale della predica dopo la preghiera è respingere le accuse lanciate da Gheddafi e cioè che la popolazione di Bengasi sia affiliata ad Al Qaida. Gli insorti ringraziano gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia ma se la prendono con la Turchia” dice il nostro inviato Mustafa Bag.

Ankara ha espresso dubbi sull’attuale strategia della coalizione e sulla possibilità di armare i combattenti anti regime.