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Crisi in Portogallo: timori per un ricorso a Ue e Fmi

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Crisi in Portogallo: timori per un ricorso a Ue e Fmi

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Il premier dimissionario José Socrates lo rifiuta con forza, ma per il Portogallo, un ricorso all’aiuto di Unione europea e Fondo Monetario Internazionale potrebbe essere l’unica ancora di salvezza per uscire dalla crisi. Tra conti pubblici tutt’altro che in ordine, ripetute stangate delle agenzie di rating, e ora anche una situazione politica incerta, il Paese naviga a vista, e il malcontento della popolazione cresce.

Il 5 giugno sono in programma le elezioni anticipate, ma il cammino è tortuoso e i timori di un’instabilità ancora maggiore sono più che mai fondati, con i sindacati pronti a scendere in piazza contro nuove misure di austerità.

Il Portogallo si trova a affrontare una crisi economica senza precedenti, in meno di due anni si trova di fronte a una seconda recessione.

Il governo e i partiti d’opposizione hanno spinto il paese verso una crisi politica le cui conseguenze sono evidenti: a pesare oltre al debito pubblico i tassi sempre più alti pagati dal governo.

Nuno Saraiva, vice direttore di Diario de Notícias, commentatore e analista politico, grazie per essere con noi.

Anna Miranda, euronews:
Il governo portoghese aveva comunicato a Bruxelles l’ammontare del proprio debito pubblico, cifra falsa.
Siamo di fronte a un esempio flagrante di mancanza di trasparenza politica. Qualcuno è a conoscenza della reale situazione dei conti portoghesi?

Nuno Saraiva, vice direttore di Diario de Notícias:
“Bisogna sottolineare prima di tutto la differenza che c‘è tra quanto è successo in Grecia e Irlanda e quello che accade in Portogallo. Da poco c‘è stata una missione europea a Lisbona che non ha rilevato alcuna anomalia, ci hanno detto anzi che tutto era in regola. Bisogna sottolineare comunque che questa revisione del debito pubblico è dovuta al fatto che Eurostat ha introdotto nuovi elementi che hanno pesato sul debito pubblico.

Euronews:
Il ricorso a un aiuto esterno sembra inevitabile malgrado il no manifesto della classe politica. Chi ha paura in Portogallo dell’FMI e perché?

Nuno Saraiva:
“Penso che tutti abbiano paura. L’arrivo del Fondo monetario in qualsiasi stato membro, l’abbiamo visto recentemente in Grecia e in Irlanda, non significa che la situazione migliorerà, al contrario! Se il Portogallo riesce a uscire dalla crisi da solo, sarebbe meglio. Sarebbe meno duro dello sbarco dell’ FMI per le famiglie. L’intervento del Fondo monetario non si fa mai nel breve periodo. E dopo l’intervento del Fondo, dopo misure di austerità, il periodo di convalescenza è lungo”.

Euronews:
Se il prossimo governo rifiuta l’aiuto del Fondo che tipo di soluzione avrà il paese per evitare il collasso? Potrebbe abbandonare l’euro?

Nuno Saraiva:
“Penso che l’abbandono dell’euro non sia auspicabile. Quello che potrà accadere è che il prossimo governo dovrà adottare le stesse misure respinte dal parlamento, le misure per cui si è impegnato il premier uscente, e il nuovo governo potrebbe addirittura adottarne di più severe. Se i prossimi buoni del Tesoro non riusciranno a immettere denaro in cassa e se l’aiuto esterno non arriverà per tempo, sarà la bancarotta”.