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Afghanistan: strage in sede Onu dopo rogo del Corano


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Afghanistan: strage in sede Onu dopo rogo del Corano

La rabbia afghana esplode a causa di un pastore statunitense accusato di aver bruciato una copia del Corano in Florida.

Sono sette, secondo fonti ufficiali, i dipendenti stranieri delle Nazioni Unite uccisi a Mazar-i-Sharif. Due persone sono state decapitate. Il bilancio appare ancora provvisorio. Si tratterebbe – secondo il portavoce della missione – di tre funzionari e quattro uomini della sicurezza. Almeno cinque morti tra i manifestanti.

Il governatore della provincia settentrionale dell’Afghanistan ha messo sotto accusa i taliban che, infiltrati fra i manifestanti, avrebbero approfittato della situazione per attaccare il compound dell’Onu.

Tensione anche a Kabul, dove 200 manifestanti hanno bruciato una bandiera statunitense all’esterno dell’ambasciata, mentre in migliaia hanno marciato ad Herat per protestare contro il gesto compiuto dal pastore americano Wayne Sapp.

È la più grave offensiva contro le Nazioni Unite nel paese afghano dall’ottobre 2009, quando un attentato contro una foresteria nel centro di Kabul fece sei morti e nove feriti fra i dipendenti.

Profondo cordoglio è stato espresso dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

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