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Lampedusa: manca politica dell'immigrazione Ue

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Lampedusa: manca politica dell'immigrazione Ue

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Lampedusa, simbolo della nuova frontiera meridionale dell’Occidente, assurge oggi anche a simbolo dell’incapacità europea di avere una politica comune dell’immigrazione.

A un tiro di schioppo da Algeria, Tunisia e Libia, l’isola italiana e il governo di Roma chiedono l’aiuto di Bruxelles per contenere la nuova ondata migratoria.

Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini accusando l’Europa di inattivismo su questo fronte, ha chiesto ai 27 di assicurare una tutela temporanea ai clandestini in base alla direttiva 55 del 2001, cosa che permetterebbe ai profughi di trovare asilo presso propri cari che risiedono già in uno Stato membro.

L’Italia non nasconde l’amerezza nei confronti del governo francese che con risoluta fermezza, blocca i clandestini che dall’Italia vogliono raggiungere la Francia, passando per Bardonecchia o Ventimiglia e li rimanda indietro in Italia.

Roma accusa: la maggioranza di clandestini parlano francese e vogliono raggiungere i familiari che vivono oltralpe.

Parigi di rimando ricorda che nel 2010, secondo Eurostat, le domande d’asilo fatte in Francia hanno superato di gran lunga quelle inoltrate alle questure italiane.

La guerra di cifre non tiene conto della differenza tra clandestino e rifugiato politico e il dibattito fatto a suon di carte bollate rischia di inaridirsi.

Che Lampedusa sia al collasso è un dato di fatto.

Il solo aiuto che Roma può ricevere da Bruxelles per il momento è finanziario:

Il portavoce delal Commissione, Matthew Newman:

“Sono disponibili quest’anno circa 7 milioni, una parte del fondo destinato ai rimpatri e un cofinanziamento europeo che è pari al 75%”.

Con lo scopo di gestire il nuovo flusso migratorio, Bruxelles ha inoltre prolungato la missione nel Mediterraneo di Frontex, l’agenzia per la gestione delle frontiere esterne fino alla fine di agosto.