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Siria: si dimette il governo, atteso il discorso di Al Assad

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Siria: si dimette il governo, atteso il discorso di Al Assad

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In Siria il governo rassegna le dimissioni, dopo due settimane di proteste di piazza. Allo stesso tempo le autorità hanno mobilitato centinaia di migliaia di sostenitori del presidente Bashar al Assad a Damasco nella centrale piazza delle sette fontane. E anche ad Aleppo, Hama e Hasaka in quella che è stata ribattezzata come la Giornata della lealtà alla nazione.

Il presidente ha accettato le dimissioni del governo in carica dal 2003, un esecutivo che non esercita molto potere, concentrato piuttosto nelle mani di Assad e dell’apparato di sicurezza. Il premier Mohammad Naji Otari si occuperà dell’ordinaria amministrazione fino alla nomina di un nuovo governo.

Nelle proteste – che hanno come epicentro Deraa nel sud dove oggi hanno manifestato in 300 – sono morte 130 persone secondo le organizzazioni umanitarie. Una trentina secondo le autorità.

A Latakia, città natale di Al Assad, è stato dispiegato l’esercito: qui la settimana scorsa sono morte una decina di persone. Il presidente siriano pronuncerà un discorso alla nazione domani, dovrebbe annunciare una serie di riforme tra cui l’abolizione dello stato di emergenza in vigore dal 1963.