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Libia. I ribelli anti-Gheddafi costretti alla ritirata nell'est


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Libia. I ribelli anti-Gheddafi costretti alla ritirata nell'est

I ribelli anti Gheddafi costretti a battere in ritirata nell’est della Libia. Le forze del rais hanno attaccato con razzi e mitragliatrici, gli insorti hanno tentato di rispondere al fuoco ma poi hanno rinunciato e ripiegato verso Bin Jawad, centocinquanta chilometri da Sirte.

Ieri i ribelli erano arrivati a una trentina di chilometri dalla città natale di Gheddafi che ospita anche una base militare. “Ora è pericoloso avvicinarvisi perché i lealisti hanno disseminato mine”, ha spiegato il portavoce dei ribelli Ahmed Jalifa.

Partiti da Bengasi i militanti anti-Gheddafi si sono impadroniti di diverse località e terminal petroliferi nell’est, anche grazie all’intervento della coalizione internazionale. Quest’ultima, di cui sta per prendere il comando la Nato, ha compiuto nuovi raid ieri notte contro le forze governative secondo diverse fonti. Nel porto di Misurata la sesta flotta statunitense ha attaccato tre unità navali libiche che in precedenza avrebbero aperto il fuoco contro un mercantile.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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