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Un pescatore giapponese: "ci riprenderemo"

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Un pescatore giapponese: "ci riprenderemo"

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Resta un ammasso di macerie al posto del piccolo villaggio di pescatori di Yamada Funakoshi, a sud di Tokyo. Lo tsunami si è portato via tutto, costruzioni, persone e quotidianità. Minato Ken è pescatore. Il suo ufficio era proprio di fonte all’oceano. Ha visto arrivare l’ondata dello tsunami ed è sopravvissuto.
 
Euronews: Dove siete andati, cosa avete fatto e come vi siete sentiti quando vi siete resi conto che stava arrivando lo tsunami? – Sono scappato e mi sono arrampicato sulla montagna. C‘è un sentiero che porta a un tempio e al cimitero e mi sono diretto là. Quando l’onda ha cominciato a coprire tutto ho pensato: “ora cosa faccio?” Lo tsunami era emorme, l’onda era gigantesca”.
 
Euronews: In che modo è stata colpita la comunità? – “Questa è una comunità di pescatori. E’ l’industria principale qui. Senza pesca la vita sarà difficile. Ci vorrà molto tempo per la ricostruzione. Non so come faremo a tirare avanti nei prossimi tre o quattro anni”.
 
Euronews: Pensa che il rapporto dei residenti con il mare sia cambiato a causa dello tsunami? Prima il mare portava cibo e lavoro, poi si è preso tutto. – Ritorneremo a una vita dipendente dal mare a testa alta e non ci arrenderemo. Ci riprenderemo”.