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Rasmussen: in Libia per difendere i civili

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Rasmussen: in Libia per difendere i civili

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La Nato non invierà truppe terrestri in Libia. Così il segretario generale Nato ai microfoni di euronews.

Rasmussen ha ribadito che l’intervento Nato è finalizzato a proteggere i civili.

Sulla risoluzione Onu 1973 e le diverse interpretazioni degli Stati membri Rasmussen non si è sbilanciato: è importante, ha detto, che tutti i 28 stati membri abbiano dato il proprio assenso al piano operativo Onu.

Sergio Cantone, euronews:
Secretary General, Quale sarà e quale dovrebbe essere il ruolo della Nato nella crisi in Libia?

Anders Fogh Rasmussen, segretario generale Nato:
“Il ruolo della Nato è implementare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu con il compito di proteggere i civili da qualsiasi attacco”.

euronews:
Sull’interpretazione della risoluzione Onu 1973 non c‘è un approccio unanime. Come la Nato gestirà le diverse posizioni tra gli stati membri?

Anders Fogh Rasmussen:
Tutti i 28 alleati hanno concordato sul piano, sull’intero piano Onu e poi naturalmente spetta al comando operazionale prendere le decisioni quotidiane, ma tutti gli alleati hanno dato il proprio assenso al piano.

Il fatto è che il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha adottato una risoluzione che è vincolante e tutti i 28 stati membri devono adempiere ai propri doveri pienamente.

Diamo molta importanza al coinvolgimento dei partner nella regione. Si tratta di uno sforzo importante per tutelare i civili dagli attacchi.

euronews:
Cosa si aspetta dall’incontro di Londra martedì, a livello politico?”.

Anders Fogh Rasmussen:
Mi aspetto che la conferenza di Londra elabori un quadro politico per implementare la risoluzione Onu, perché quella libica non è solo una sfida militare , è soprattutto una sfida politica e ritengo che sia estremamente importante che la comunità internazionale fornisca un quadro operativo che possiamo usare.

euronews:
Secondo lei, secondo la NAto il mandato dell’Onu permette di far capitolare Gheddafi?

Anders Fogh Rasmussen:
Il nostro mandato prevede di proteggere i civili da qualsiasi attacco, né più né meno. Siamo là per proteggere i civili.

euronews:
Cosa pensa allora degli Stati membri che vogliono far cadere Gheddafi?

Anders Fogh Rasmussen:
Penso che spetti ai libici decidere il proprio futuro e naturalmente tutti speriamo in una soluzione pacifica. Spero che quanto prima che ci sia un cessate il fuoco e una transizione democratica. Spetta ai libici decidere del proprio futuro, voglio aggiungere che rispettiamo pienamente l’integrità territoriale e la sovranità dello stato libico.

euronews:
Secondo fonti militari di alcuni stati membri sarà impossibile proteggere i civili solo con l’uso della forza aerea, a un certo punto l’intervento di truppe terrestri sarà necessario. Condivide questo punto di vista?

Anders Fogh Rasmussen:
Non ci saranno truppe di terra e il madato ONU non autorizza l’uso di forze terrestri. Siamo lì per proteggere i civili per rafforzare la no-fly zone, ma non abbiamo intenzione di mandare truppe sul terreno.