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Summit Ue: il Portogallo preoccupa i 27

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Summit Ue: il Portogallo preoccupa i 27

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La situazione economica in Portogallo ha dominato il vertice europeo di primavera.

In caso di richiesta i 27 hanno assicurato a Lisbona un prestito di 75 miliardi. L’ipotesi, vista la crisi politica in Portogallo, non si concretizzerà prima di giugno.

Il passo in avanti è un tentativo di bloccare lo tsunami speculativo che già da lunedì potrebbe abbattersi sulla moneta unica.

José Socrates, premier portoghese uscente:

“Il Portogallo non ha bisogno di un piano di salvataggio e manterrò questa posizione in difesa del mio Paese.

Perché so cosa questa abbia significato per Irlanda e Grecia e non mi auguro la stessa cosa per il Portogallo”.

La Germania chiede comunque garanzie a Lisbona: l’impegno per ridurre il deficit non basta, deve chiarire con quali mezzi questi obiettivi saranno raggiunti:

Il cancelliere Angela Merkel:

“Per quanto riguarda il Portogallo, la situazione è la seguente: l’ho già detto più volte: non solo il governo ma anche l’opposizione devono essere chiari sugli obiettivi da raggiungere entro il 2013 ma anche sulle misure per raggiungere questi obiettivi”.

L’accordo di principio per rifinaziare il fondo salva stati resta, ma l’intesa finale è stata rinviata di un paio di mesi come spiega il nostro corrispondente a Bruxelles:

“Rinviata a giugno la questione del fondo di stabilizzazione non permanente a causa delle pendenze elettorali finlandesi, si sono registrati dei passi avanti per quanto riguarda il meccanismo di stabilizzazione permanente quello che dovrebbe entrare in vigore dal 2013”.

Le titubanze dei 27 sul fondo salva stati potrebbero avere ripercussioni sull’euro già lunedì alla riapertura dei mercati.