ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Libia: reportage dalle porte di Ajdabiya

Lettura in corso:

Libia: reportage dalle porte di Ajdabiya

Dimensioni di testo Aa Aa

La strada che da Bengasi conduce ad Ajdabiya è un viavai frenetico: i ribelli partono da Bengasi per rafforzare le linee contro il Colonnello. La realtà è che l’entusiasmo non basta. E nonostante le bombe delle forze internazionali, i ribelli fanno fatica ad avanzare. Le truppe di Gheddafi sono ben organizzate e ben fornite. Altrettanto non si può dire di quelle degli insorti. Il nostro inviato speciale, Mustafa Bag:

“Siamo sulla linea di confine tra le forze di Gheddafi e le posizioni ribelli. Da questa parte siamo sotto il controllo degli insorti e dietro di me ci sono le forze del Colonnello. Anche il centro di Ajdabiya è controllato dagli uomini di Gheddafi. Questa gente prega prima di lanciarsi all’assalto, dicono che conquisteranno la città nelle prossime 24 ore”.

La disparità tra le forze lealiste e quelle dell’opposizione è abissale, come ammettono gli stessi insorti:

-“Le nostre armi non sono in grado di raggiungere gli aerei. Sentiamo delle esplosioni e le colline ci separano dalla città di Ajdabiya”.

-“Abbiamo bisogno di aiuto dall’esterno. Crediamo in Dio, ma abbiamo bisogno di armi, perché loro hanno carri armati e noi no. Ma anche se hanno le armi, noi li sconfiggeremo”.

Tra le file ribelli sono in tanti come questo studente di ingegneria ventiquattrenne. Tanto entusiasmo e poca o nessuna preparazione militare, eppure pronto a sfidare una dittatura di oltre 40 anni.