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L'Europa trema per il Portogallo. Terremoto al vertice Ue

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L'Europa trema per il Portogallo. Terremoto al vertice Ue

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Il premier uscente José Socrates smentisce e prova a rassicurare l’Europa, ma l’eventualità sempre più concreta che il Portogallo debba ricorrere a un piano di salvataggio, stravolge l’agenda del summit dei 27 in corso a Bruxelles.

Fondamentale, secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel, è che Lisbona mantenga ora proprio quegli impegni di austerity, rivelatisi fatali in parlamento per il governo di Socrates.

“E’ necessario – dice – che tutti i responsabili del Portogallo, di oggi e di domani, si impegnino in questo programma d’austerità perché la fiducia dei mercati possa tornare a crescere”.

Un intervento in favore del Portogallo appare tuttavia ormai quasi inevitabile. Per quanto sembri escluso che Lisbona espliciti la sua richiesta in questa sede, già si ipotizza un piano nell’ordine di 80 miliardi di euro.

“Non credo che esista il rischio insolvenza – dice Maria João Rodrigues dello European Policy Centre – perché il Portogallo ha un margine di finanziamento. Il nostro è un problema di liquidità, non di solvibilità. Aspettando le nuove elezioni, perderemo sicuramente del tempo, ma la speranza è di recuperarlo poi tutto. Grazie a una maggioranza più ampia in Parlamento e una base più solida per il governo”.

Scalzato da crisi portoghese e libica, il sofferto dibattito sull’arsenale di strumenti per arginare la crisi del debito nella zona euro sembra quindi condannato a slittare. Giugno, secondo indiscrezioni, la scadenza prevista per superare i residui attriti.

“Divisi sulla Libia – dice da Bruxelles il nostro corrispondente Sergio Cantone – i 27 si apprestano ad affrontare anche la questione Euro. Ma anche qui potrebbero esserci dei problemi dell’ultima ora. Sullo sfondo della crisi portoghese sembra infatti che la Germania e la Finlandia siano recalcitranti ad adottare alcuni aspetti relativi al fondo di stabilità”.