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Quale futuro per l'operazione Odissey Dawn in Libia?

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Quale futuro per l'operazione Odissey Dawn in Libia?

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Il 19 marzo le forze della coalizione internazionale danno il via in Libia all’operazione “Odissey Dawn”. In prima fila, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Nella prima fase dell’operazione, quella dei bombardamenti aerei, l’obiettivo è dichiarato: distruggere la difesa anti-aerea libica, colpire radar, missili, centri di comando e basi aeree. Un attacco metodico contro le installazioni dell’aviazione, con lo scopo di instaurare una zona di esclusione aerea, in cui le forze internazionali possano operare in sicurezza, impedendo al contempo a Gheddafi di bombardare i civili. Principalmente attacchi dal cielo, dunque, in partenza dalle basi messe a disposizione dalla coalizione, ma con un supporto anche a terra.

Pilota di rafale: “In Libia abbiamo degli Awacs, ovvero degli aerei radar, che permettono di individuare le minacce da terra o da cielo, visto che sono ancora attive le forze dell’aviazione. Lavoriamo in sinergia anche con altre forze per individuare i bersagli e poterli colpire”.

La seconda fase dell’operazione è già cominciata senza che la prima possa dirsi conclusa. L’obiettivo successivo è colpire le linee di rifornimento per tagliare il supporto logistico alle forze di Gheddafi, distuggere carri armati e artiglieria pesante. È in questa seconda fase che cominciano i problemi: se i mezzi del regime si trovano nel deserto o sulle grandi vie che collegano il Paese, non ci sono rischi per i civili; diversa la situazione se le forze di Gheddafi si infiltrano nelle città, in mezzo alla popolazione.

Le operazioni sono iniziate ma non si sa come finiranno: gli obiettivi tattici, i bersagli degli attacchi sono noti, ma non lo è la strategia globale dell’intervento. Qual è lo scopo della coalizione internazionale? Potrà evitare interventi via terra?

L’obiettivo della risoluzione One non è un attacco mirato contro Gheddafi e i suoi uomini. Il mandato delle Nazioni Unite non cita la necessità di un cambiamento di regime, ma apre ad un ampio spettro di azioni possibili con lo scopo di proteggere il popolo libico.

Jean Paul Palmeros, generale francese della forza aerea: “Stiamo agendo nel quadro della risoluzione Onu e rispondiamo agli ordini che riceviamo dal capo delle frorze armate e dal presidente della Repubblica. I nostri obiettivi sono la zona di esclusione aerea e la protezione dei civili”.

Difficile non chiedersi cosa seguirà a queste prime fasi: raramente una guerra si vince solo con i bombardamenti aerei e gli insorti non sembrano certamente in grado di condurre da soli operazioni via terra. A meno che le forze di Gheddafi si arrendano, la coalizione non potrà evitare di porsi il problema.