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Medio Oriente: escalation di violenze

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Medio Oriente: escalation di violenze

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Marzo di sangue in Medio Oriente, in un crescendo di violenze che fa temere il ritorno alla stagione degli attentati.

Questa mattina la Jihad islamica palestinese ha rivendicato il lancio di razzi su due città a sud di Israele. Nel pomeriggio dalla Striscia di Gaza si è sparato ancora verso la regione israeliana del Neghev.

“Ci sono molti feriti, è un’escalation continua. Quest’attacco è un altro attentato per turbare la vita di tutti i giorni nello stato di Israele”, dichiara il colonello Eithan Yitzhak, a capo del Distretto Sud dell’esercito israeliano.

La risposta ai razzi palestinesi sono stati i raid aerei israeliani su Gaza, che hanno fatto ieri almeno 8 vittime, tra cui 2 bambini, e lunedì 19 feriti.

Il 13 marzo scorso il premier Netanyahu aveva annunciato la costruzione di 500 nuovi nuclei abitativi in Cisgiordania. Il giorno prima la strage per mano palestinese di un’intera famiglia di coloni ebrei: padre, madre e i tre figli piccoli.

Il 16 marzo, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abbas aveva tentato la carta della riconciliazione nazionale annunciando ad Hamas una sua prossima visita a Gaza per proporre un governo composto da personalità indipendenti, elezioni entro 6 mesi e la sua volontà a non ricandidarsi. Un segnale che Hamas aveva accolto positivamente.

Il giorno prima migliaia di giovani, esasperati, erano scesi in piazza a Gaza nella “giornata dell’unità”, per chiedere con forza la fine delle divisioni.