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Ue: Ashton parla d'unità ma non convince

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Ue: Ashton parla d'unità ma non convince

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L’Unione europea ha adottato nuve sanzioni contro il regime di Gheddafi e si è detta pronta per un aiuto umanitario, senza comunque riuscire a dissimulare le profonde divisioni al suo interno.

La diplomazia europea stenta a mettersi in marcia, il “ministro degli Esteri” dei 27,Cathrine Ashton, è fortemente criticata per la sua mancanza d’iniziativa.

La crisi libica potrebbe lasciare segni profondi.

Catherine Ashton

EU foreign policy chief

“Non mi riconosco nella parola “divisi”. Ci sono diverse posizioni da parte dei diversi stati membri sull’approccio militare.Ma c‘è una vera forza e unione sulle altre questioni”.

Sergio Cantone:

-Per quanto riguarda l’aspetto militare, non pensa che PArigi e Londra siano andate troppo avanti rispetto al resto dei 27?

“Dia un’occhiata alle conclusioni del vertice di una decina di giorni fa, la dice lunga sul fatto che sono gli stati membri a decidere.

Sono Stati sovrani, determinano quale ruolo avere in un’eventuale azione militare ed è questo che devono fare, sono stati sovrani.

La domanda si pone quando deve intervenire l’Unione, come lavorare insieme, come offrire un sostegno, in questo siamo uniti. Abbiamo dato le condizioni per la risoluzione del Cosnsiglio di sicurezza, spetta poi agli stati membri decidere che tipo di risposta dare”.

-Ci sono stati membri che chiedono un intervento Nato, piuttosto che interventi bilaterali o unilaterali

“Ho parlato con il segretario generale Nato e abbiamo discusso anche del ruolo della Nato e dell’Unione. Ruoli diversi.

La Nato è un’organizzazione completamente diversa dall’Unione europea. Il punto focale del mio lavoro è costruire un percorso di lunga durata verso la Libia e gli altri Paesi della Regione per aiutarli nel costruire un futuro politico e economico migliore”.