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Libia: l'Ue più che mai divisa

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Libia: l'Ue più che mai divisa

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Si profila un nuovo Iraq per i 27?

Nel 2003 la guerra contro il regime di Saddam Hussein divise gli stati membri.

All’epoca Germania, Francia Belgio e Lussemburgo non seguirono gli Stati Uniti nel conflitto.

Ci vollero diversi anni per ricomporre la frattura.

Oggi lo scenario è diverso e più complicato.

La principale differenza è che l’asse franco-tedesco non esiste più, fattore che indebolisce la politica estera e di difesa europea.

Se il cancelliere Angela Merkel rifiuta di opporsi nettamente alla guerra non così il suo vice, nonché ministro degli esteri, Guido Westerwelle che parla apertamente di “avventura“motivata da soli interessi petroliferi.

I 27 hanno adottato all’unanimità la risoluzione 1973, ma le divergenze permangono.

Già al terzo giorno dal via della missione militare, la posizione di leadership assunta dalla Francia non piace a molti stati della coalizione tra cui l’Italia, che chiede che il comando della missione sia assunto dalla Nato.

Parigi non si piega e sostiene che il comando da parte dell’Alleanza Atlantica sarebbe uno sgarbo ai Paesi arabi che partecipano alla missione.

Un’armata brancaleone secondo alcuni, un successo finora secondo altri, la missione ha mostrato comunque i suoi limiti.

Anche in seno al Servizio d’azione Esterna diretto da Cathrine Ashton non nascondono che l’operazione è stata preparata troppo in fretta e non si sa esattamente quale sia l’obiettivo.