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Giappone: l'emergenza nucleare raccontata ai bambini

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Giappone: l'emergenza nucleare raccontata ai bambini

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Lo sanno anche i bambini: in Giappone al momento c‘è un’emergenza nucleare. Ma come lo sanno? Hanno la percezione della paura, e poi?

Domande che si è fatto un artista giapponese, spaventato come ogni persona normale dalla crisi ma anche sconcertato dalle spiegazioni troppo tecniche, e solo tecniche, date dalla televisione.

E allora, si è detto Hachiya Kazuhiko, pensiamo ai bambini, anzi pensiamo come i bambini: il suo “nuclear boy” non è un super-eroe, ma una piccola centrale con la diarrea. A Chernobyl non aveva il pannolino, e quindi… insomma, inquinò molto l’ambiente circostante: che puzza!

“Speriamo che non succeda in Giappone”, si diceva. È successo, ma qui c‘è il muro di contenimento del nocciolo, cioè c‘è il pannolino, ecco. Funzionerà? Limiterà i danni, forse. Ma quel che è certo è la centrale – cioè, “nuclear boy”, che in questo caso rappresenta piuttosto il Paese – presto starà meglio.

Poi, certo, bisognerà anche pensare a dove e come gettare il pannolino…