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Yemen, anche i generali con i rivoltosi

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Yemen, anche i generali con i rivoltosi

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Defezioni a catena intorno al presidente yemenita Ali Abdullah Saleh, al potere da 32 anni e da settimane contestato in piazza.

Dopo autorità religiose, diplomatici e capitribù, lo abbandonano anche figure carismatiche dell’esercito contrarie al suo pugno di ferro.

“Annuncio il sostegno della mia armata e la solidarietà pacifica alla rivoluzione dei giovani”, ha dichiarato il generale Ali Moshin AlAhmar, “ma faremo il nostro dovere nel mantenere la sicurezza e la stabilità nella capitale”.

Dimissioni clamorose a cui il regime ha risposto blindando con i carri armati Sanaa, teatro degli scontri che solo venerdì hanno fatto più di 50 morti e centinaia di feriti.

Una repressione condannata anche dalla comunità internazionale.

Il popolo è con me, resisterò, ha detto il presidente Saleh che ha licenziato l’esecutivo e convocato il consiglio di sicurezza.

Ma secondo i media locali, il suo regime avrebbe ormai le ore contate.