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"Si rischia la guerra civile". Un esperto contro la no-fly zone

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"Si rischia la guerra civile". Un esperto contro la no-fly zone

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Una scelta avventata e che potrebbe portare a una spaccatura della Libia. Ex commissario Onu per i diritti umani, il presidente dell’Internazional Crisis Group Louise Arbour critica la risoluzione delle Nazioni Unite che ha autorizzato la no-fly zone e mette in guardia: “E’ piena di ambiguità, ma il peggio deve ancora venire. Le contraddizioni esploderanno col progredire delle operazioni militari”.

Laura Davidescu, euronews

“Louise Arbour, lei ritiene che la comunità internazionale avrebbe potuto fare scelte migliori dell’imposizione della no-fly zone. Perché?”.

Louise Arbour, International Crisis Group

“Il Consiglio di Sicurezza ha sottolineato soprattutto l’esigenza di proteggere la popolazione civile e autorizzato tutte le misure necessarie. La no-fly zone è una di queste, ma non la sola che potrebbe garantire la protezione dei civili. Ritengo che la risoluzione dell’Onu contenga davvero molte ambiguità, che si mostreranno con sempre più evidenza, all’intensificarsi delle operazioni militari”.

euronews

“Prima dell’adozione della risoluzione Onu, la sua organizzazione ha invocato un approccio diverso, diplomatico, che mirasse a un cessate il fuoco e comprendesse una missione di pace per avviare il dialogo. Crede che Gheddafi avrebbe davvero potuto essere un interlocutore?”.

Louise Arbour

“Ritengo che limitarsi a considerare la sola opzione militare non sia una mossa prudente. L’Unione Africana ha aperto ai negoziati, avviato una missione. Il suo segretario generale ha incaricato un inviato speciale e credo che si debba continuare a battere la via diplomatica. Prima di tutto con l’obiettivo di porre fine ai combattimenti e poi di arrivare a una soluzione che consenta l’avvio di un processo di democratizzazione in Libia”.

euronews

“Ritiene che la comunità internazionale avesse alternative, dal momento che Gheddafi minacciava la popolazione?”.

Louise Arbour

“Il leader di un paese che afferma che non avrà pietà per il suo popolo, per tutti quelli che si sono schierati con i ribelli, costituisce ovviamente un serio motivo di preoccupazione. L’interrogativo che si pone ora è tuttavia un altro: l’obiettivo che si persegue è la no-fly zone o la caduta del regime?”.

euronews

“Lei sostiene che la no-fly zone possa indebolire e dividere il fronte di chi si dice contrario a Gheddafi. Quali sono le sue preoccupazioni in proposito?”.

Louise Arbour

“Il fatto che si tratti di un’operazione militare condotta dall’Occidente, anche se approvata dal Consiglio di Sicurezza, amplia la dimensione del conflitto, trasformandolo da rivolta su base locale a conflitto internazionale tra Occidente e Libia. E ancora più preoccupante è la possibilità che tutto ciò possa condurre a una divisione di fatto tra l’est della Libia, che sarebbe controllata dai ribelli, e l’Ovest del paese, con centro a Tripoli, che resterebbe sotto la guida di Gheddafi. Uno scenario che potrebbe condurre a uno stallo particolarmente

lungo e doloroso”.