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Egitto, referendum: trionfo del "sì" (e dei Fratelli Musulmani)

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Egitto, referendum: trionfo del "sì" (e dei Fratelli Musulmani)

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Un primo passo verso una democrazia compiuta in Egitto: i leader della rivolta contro Mubarak valutano così il risultato del referendum per la riforma costituzionale. Il “sì” ha trionfato, con il 77,2% contro il 22,8% di “no”: loro, i leader della rivolta, erano per il “no”, volevano che si scrivesse una Costituzione completamente nuova. Ora fanno buon viso a cattivo gioco, accettano il risultato, purché il rinnovamento non si fermi alla riforma. C‘è stato anche qualche broglio, ininfluente sul risultato finale: il presidente del comitato giuridico assicura che si avrà piena giustizia: “sono state presentate tutte le denunce, le procedure legali sono state avviate e agiremo contro chi ha sbagliato”.

A favore del “sì”, e molto attivi nella campagna referendaria, erano i Fratelli Musulmani.

La riforma costituzionale prevede che il Presidente possa restare in carica per due soli mandati di quattro anni, ma non modifica l’articolo due, che stabilisce che l’islam è religione di Stato e riconosce alcuni principi della legge islamica come “fonte principale” della legislazione.